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I tre imperatori d'Oriente più assurdi

Un articolo dedicato a quegli imperatori così assurdi e improbabili che sembrano usciti da un film di serie B.


Ipazio:


Ipazio era un nipote dell'imperatore Anastasio, di eccellente famiglia e abbastanza di qualità da essere anche nominato console e da aver condotto delle truppe in battaglia contro i Persiani.


Non avendo mai mostrato velleità imperiale, ad Anastasio era successo Giustino (di cui abbiamo parlato qualche post fa) e poi il celeberrimo Giustiniano.


Ipazio aveva sempre vissuto a corte ed era nelle grazie imperiali, questo quantomeno fino alla rivolta di Nika del 532 dove i plebei di Costantinopoli, fomentati dai comandanti delle squadre dell'ippodromo, si diedero al saccheggio e tentarono di rovesciare Giustiniano.


Ipazio e altri suoi parenti si rifugiarono nel palazzo imperiale perchè sapevano che i rivoltosi avrebbero potuto sfruttarli come nuovi imperatori, ma non avevano alcun desiderio di tradire Giustiniano o di prendere parte ad una guerra civile. Giustiniano però la pensò diversamente e obbligò gli ospiti ad uscire allo scoperto, temendo che potessero colpirlo alle spalle e favorire l'entrata dei ribelli.


Ipazio protestò invano, dopodichè si rifugiò nella sua casa, ma lì venne trovato e preso dalla folla che lo nominò imperatore, nonostante le sue opposizioni e il tentativo della moglie di mediare.


Poco tempo dopo la rivolta venne schiacciata dall'arrivo dell'esercito imperiale che massacrò circa trentamila persone. Ipazio sopravvisse, venne catturato e portato al cospetto di Giustiniano con l'accusa di essere un usurpatore. L'imperatore tentennò, ma alla fine, forse su pressione di Teodora, lo fece decapitare.



La storia di Ipazio è doppiamente assurda se consideriamo che fu proprio la sua lealtà a fargli perdere la testa, inoltre ci fa riflettere sul carattere di Giustiniano: paranoico e titubante, oppure abbastanza scaltro da uccidere qualcuno che aveva una pretesta al trono, anche se totalmente disinteressato?


Nicola Canabo:


Regnò per la bellezza di tre giorni. Siamo nel 1204, l'anno più difficile e distruttivo per la vita dell'impero; i crociati hanno già occupato ampie aree della città nel tentativo di imporre il candidato al trono di loro favore, Alessio IV, che gli ha promesso molto più denaro di quello che è in grado di versare.


Il basileus non era in grado di gestire la sete di ricchezza e di sangue dei crociati, che vessavano la popolazione comportandosi come occupanti abusivi.


In quegli attimi convulsi, Alessio IV fu costretto ad accettare come coimperatore l'anziano Isacco II, suo padre (che aveva regnato in precedenza), ma la sua popolarità era già a picco.


Questa scelta non piacque alla fazione di corte più ostile ai crociati, desiderosa di liberare la città, che trovò un suo campione in Alessio Ducas, che ottenne un certo sostegno con degli attacchi aperti contri i crociati e si fece promotore di un colpo di stato ai danni di Alessio IV.


Nel frattempo però, una nutrita folla di popolani capeggiati da alcuni membri di spicco del Senato di Costantinopoli, decisero a loro volta che avevano abbastanza voce da imporre un loro imperatore, anche se nessuno dei loro si decise a compiere quel passo così rischioso... come dargli torto!


Dopo tre giorni confusi e totalmente incerti, i popolani trovarono per puro caso un nobile di origine ignota, tale Nicola Canabo, cui imposero di diventare il loro imperatore; Nicola si rifiutò, ma fu costretto ad accettare perchè la folla lo rapì e minacciò di ucciderlo se non avesse cambiato idea.


Durante questi eventi, Alessio Ducas aveva completato il suo colpo di Stato con l'appoggio della guardia variaga e arrestato i candidati favoriti dai crociati.


Forse per caso, si accorso dell'esistenza di Canabo, contro il quale sguinzagliò i suoi soldati. Canabo cercò rifugio all'interno di Santa Sofia, ma invano. Fu catturato e decapitato poco tempo dopo.



Il suo "regno" durò appena tre giorni, anche se alcuni pensano sia durato addirittura sei, dal 27 gennaio al 2 febbraio. Non ebbe alcun potere effettivo e non fece nulla se non cercare di divincolarsi da quella situazione ingrata.


La folla e i senatori, quando giunsero i soldati, si divincolarono senza difenderlo e non ci fu alcuna battaglia.



Abbiamo una sua descrizione parziale da parte di Niceta Coniata che ci dice fosse "gentile di natura, molto intelligente e abile nell'arte militare".


Probabilmente era imparentato in qualche modo con la famiglia degli Angeli.


Teodosio III:


Ci sono poche storie assurde e senza senso come quella di Teodosio III.


Siamo nel 715, l'impero è in conflitto costante con gli Arabi e i Bulgari, ma si trova anche in una lunghissima guerra civile già dal 695, dove gli imperatori vengono eletti e deposti dai soldati ogni due o tre anni.


Accadde che le truppe dell'Opsikion (nell'Asia Minore Occidentale), si ribellarono all'imperatore Anastasio II, uccisero il loro comandante e decisero di proporre un loro candidato al trono. Disgraziatamente non riuscirono a trovare nessuno, nemmeno i loro stessi ufficiali si proposero per quell'ardua impresa che doveva suonare un pochino come un suicidio.


Nella disperata ricerca di qualcuno, non sappiamo come, i soldati catturarono un certo Teodosio e lo obbligarono ad accettare il trono.


Chi era Teodosio? Le fonti di dicono che fosse un cittadino di Adramitto, totalmente estraneo alla politica, di mestiere esattore delle tasse, uno dei lavori più odiati del tempo e in particolare dai soldati.


Non sappiamo se questa scelta fu data dal caso, da uno strano scherzo o per altre oscure motivazioni, ma Teodosio rifiutò con energia quel ruolo a tal punto che i soldati lo minacciarono di morte. Cercò di fuggire in un bosco, ma fu visto, acciuffato e rimesso sul trono contro la sua volontà.


Una volta giunto a Costantinopoli e intronizzato come Teodosio III l'imperatore non fece molto; si occupò di questioni religiose e negoziò una pace sfavorevole con i Bulgari.


In genere viene mostrato come un imperatore fantoccio dei suoi soldati, o comunque disinteressato alla faccende politiche.


Ovviamente un sovrano del genere non poteva ottenere molte simpatie, infatti altri Themi gli opposero il generale Leone, che marciò su Costantinopoli senza incontrare particolare resistenza e riuscì perfino a catturare il figlio di Teodosio che si era rifugiato a Nicomedia. L'imperatore, probabilmente ben felice di trovare una scappatoia per la sua situazione, negoziò con Leone una pace, forse con il supporto del Senato e del Patriarca Germano, ottenendo la possibilità di abdicare e ritirarsi in convento insieme al figlio. Finì così in meno di due anni l'assurdo regno dell'imperatore a cui "appiopparono" la corona.


La storia ha comunque un finale più lieto di quanto possiamo pensare; Teodosio infatti divenne vescovo di Efeso e visse in riservatezza gli anni successivi. Fu sepolto con onore nella chiesa di San Filippo.


Un articolo di Emanuele Rizzardi


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