I Laguatan, berberi pagani del deserto libico
Per Laguatan intendiamo una federazione di tribù berbere che fecero la loro apparizione ai confini imperiali attorno al 300 DC, arrivando dal deserto del Sahara ed espandendosi sempre di più verso il mare, spingendo in Cirenaica e Tripolitania. Le fonti li riportano anche come Llaguan, Laguantan, Lawata e Louata,
Dello stesso gruppo facevano parte anche gli Austuriani.
Inizialmente pastori di mandrie (soprattutto cammelli) e razziatori, più si spinsero nel territorio Romano e più assimilarono la civiltà urbana ivi presente, creando un solido dominio con una forte componente agricola e vie carovaniere attraverso il deserto.
Verso il 500 i Laguatan erano diventati talmente potenti da aver occupato le rovine di Cirene e confinato la provincia romana ad una sottilissima striscia costiera, occupando il 95% della terra abitata e forse la città di Tolemaide, principale porto della regione; il loro territorio e quello dei loro alleati si estendeva dall'Egitto attuale fino alla Tunisia, da dove lanciavano raid costanti nel tentativo di penetrare le residue sacche di resistenza dei loro nemici, sempre più stretti verso il mare.
I Laguatan raggiunsero l'apice attorno al 520 quando re Cabaon, benchè pagano, indebolì i Vandali ponendosi come protettori dei cristiani dall'elite ariana-vandalica, e in seguito inflisse una schiacciante sconfitta all'esercito germanico nella "battaglia del cammello", giungendo a conquistare Leptis Magna.
A proposito di paganesimo, i Laguatan veneravano ancora una parte dell'antico pantheon egizio, in particolare Amon e Alessandro Magno, ma era senza dubbio Gurzil la loro divinità maggiore. Costui era il figlio di Amon, raffigurato con sembianze taurine e posto come simbolo di forza; benché vi fossero alcuni templi a lui dedicati, il posto più sacro era molto probabilmente l'oasi di Awijia, nel deserto libico, dove era custodita l'immagine sacra (probabilmente una statua), del Dio che veniva custodita da un sommo sacerdote.
Quando l'impero decise di rendere nuovamente sicuri i confini della Cirenaica (ananeosis) e delle province appena strappate ai Vandali, incaricò Giovanni Troglita di occuparsi della minaccia berbera.
Il conflitto fu molto lungo e durò fino al 549; dapprima la coalizione Languatan combatté da sola l'impero, per poi unirsi nel quadro della grande insurrezione berbera, ai Garamanti e ad altre tribù.
Giovanni fu immediatamente in difficoltà e gli imperiali subirono una serie di sconfitte, la peggiore nel 547 presso Marta che diede il via libera ai berberi per lanciare un assalto alla principale città della provincia d'Africa: Cartagine.
Tuttavia, il Troglita riuscì sempre ad organizzarsi e sfruttò abilmente i dissapori fra i numerosissimi membri della coalizione berbera: un po' con l'oro, un po' con titoli, un po' con grandi promesse, già l'anno successivo poté radunare un'armata di circa 150.000-180.000 uomini secondo Procopio, composto in massima parte da berberi. Il dato è decisamente sproporzionato, considerando anche la peste da poco terminata, già un'armata di 5.000 uomini sarebbe stata enorme.
A prescindere dal numero, i Romani ottennero una schiacciante vittoria finale proprio nell'oasi sacra dei Laguatan, uccisero il loro sommo sacerdote Ierna, che morì nel tentativo di proteggere l'immagine sacra del Dio portata in battaglia. Sempre Procopio ci dice che l'oasi sacra dei Laguatan fu saccheggiata e il culto degli dei proibito.
Carasan, il nuovo signore berbero, tentò di fiaccare il nemico con la tattica della terra bruciata, ma fu intercettato e sconfitto da Troglita e dai suoi alleati.
Dopo questo scontro i resti dei Laguatan ottennero lo status di foederati e restarono tranquilli sotto il dominio imperiale.
I resti del dominio Laguatan appoggiarono gli arabi durante la loro invasione della Cirenaica.
Restauratio Imperii in Cirenaica:
La crisi e il progressivo arretramento dell'impero romano da molti fronti, a partire dall'epoca tardoantica, non escluse la Cirenaica, come sopra anticipato.
L'area in epoca classica era stata ricchissima, le cinque città maggiori, la cui più influente era, ovviamente Cirene, per un certo periodo furono uno snodo di prima importanza per il commercio fra Africa ed Europa.
Purtroppo però, alcune scelte "commerciali" sbagliate, un terribile terremoto e la pressione dei barbari Laguatan, decretarono la fine della gloria di Cirene.
Tra il 400 e il 500, i Laguatan, come detto, occuparono il grosso della provincia i cui abitanti erano totalmente impotenti di fronte alla loro forza, perciò non poterono fare altro che fuggire verso il mare e arroccarsi dietro alle mura delle maggiori città.
Non abbiamo informazioni precise riguardo quanto rimanesse nelle mani dei Romani, ma è plausibile che, dopo la caduta di Barca e Cirene, la principale a principale bastione fosse rimasta la città di Tolemaide, che potrebbe essere caduta a sua volta, forse attorno al 520, ma non abbiamo dati precisi a riguardo. Quindi, la provincia doveva essere ridotta ad una striscia di terra nella punta della regione, attorno alle rovine della città di Apollonia (parzialmente sprofondata in mare), non più larga di di 15 o 20 km, più una serie di cittadelle sulla costa occidentale ed orientale.
La popolazione lamentava vigorosamente a Costantinopoli di sentirsi abbandonata e che la situazione fosse gravissima.
Il primo tentativo di riconquista da parte dei Romani ci fu nel 470, ma fu limitato per mezzi e uomini, sicchè non si concluse nulla di particolarmente significativo.
Invece nel 530 l'imperatore Giustiniano, in concomitanza con l'assalto al dominio dei Vandali, decise di ristabilire il controllo imperiale sulla provincia, con un progetto che prende il nome di Ananeosis.
Non abbiamo indicazioni di grandi battaglie , ma sappiamo che le truppe romane rinforzarono le difese di Antipygron (attuale Tobruk) e in qualche anno riuscirono a riprendere buona parte della regione, ponendo nuovi presidi fortificati a Tolemaide, Arsinoe, Berenice, Naustathmus e il porto di Boreum. Probabilmente Apollonia divenne la sede della flotta e fu grandemente fortificata. Inoltre, furono ripristinati molti edifici religioni distrutti dai Laguatan, fra i quali dei monasteri.
Nel 539, Giustiniano scelse il sito della città di Olbia, distrutta dai Laguatani, per fondare Teodoria, a circa 50 km da Cirene, il cui nome fu ovviamente dedicato alla moglie Teodora. La città aveva due chiese e doveva avere dimensioni piuttosto importanti per la zona.
La riconquista romana spezzò per sempre il potere dei Laguatan: un tempo dominatori di terre da Tripoli all'Egitto, furono ricacciati nel deserto cirenaico e rimasero come una piccola comunità fino all'arrivo degli arabi.
Articolo di Emanuele Rizzardi
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