Etimologia dalmato-romanza nelle isole di Sebenico
L’unico studio davvero significativo dedicato alle questioni etimologiche della toponomastica delle isole dell’area di Šibenik (Sebenico in italiano) escludendo Murter con gli isolotti annessi e le Kornati, resta ancora oggi quello contenuto nei capitoli su Žirje, Zlarin e Kopara dell’opera di Skok Slavenstvo i romanstvo na jadranskim otocima (Skok 1950 I: 150-159).
In quei capitoli Skok ha interpretato correttamente alcuni toponimi dalmato-romanzi della zona; per altri ha proposto spiegazioni discutibili, mentre per altri ancora ha intuito un’origine preromana o romanza senza però arrivare a una soluzione definitiva. È quindi evidente che, per quanto riguarda lo strato dalmatoromanzo, la toponomastica delle isole di Šibenik/Sebenico lascia ancora spazio a integrazioni e nuove proposte. Nel presente lavoro utilizziamo un nuovo corpus di toponimi insulari dell’area di Šibenik/Sebenico, raccolto appositamente e ci basiamo anche su documenti d’archivio.
Questo contributo si concentra esclusivamente sui relitti toponomastici dalmatoromanzi, cioè quei nomi che sono stati probabilmente adottati come toponimi all’interno del sistema slavo.
Sono invece esclusi i nomi che Skok (1950 I: 70) definisce giustamente toponimi croati con base romanza, cioè quelli derivati da parole comuni di origine dalmatoromanza o da termini comuni successivamente trasformati in toponimi (ad esempio Gãrma, Komorica, Koromošnja o Prsura).
Per quanto riguarda la definizione della lingua dalmatoromanza dell’alto Medioevo e la distinzione tra elementi latini e romanzi più antichi, questi temi sono stati trattati in altri lavori (Vuletić 2007; Ligorio/Vuletić 2013; per una trattazione sistematica dei criteri v. Ligorio 2014). Qui è importante ribadire che, dal punto di vista dell’etimologia immediata (etymologia proxima), appartengono allo strato dalmatoromanzo tutti i termini e i toponimi entrati nel sistema slavo direttamente dal parlato delle popolazioni romanze della Dalmazia, indipendentemente dal fatto che la loro origine ultima sia latina, greca o di altra provenienza.
Dopo queste brevi precisazioni metodologiche, segue l’analisi etimologica dei singoli toponimi delle isole di Šibenik, presentati in ordine alfabetico. Oltre ai nomi per i quali proponiamo un’origine dalmatoromanza, includiamo anche quelli che Skok considerava preromani, indipendentemente dal fatto che la sua interpretazione possa essere confermata o meno.
ANALISI ETIMOLOGICA DEI TOPONIMI
BEkul (cartografico Bavkul). Isolotto a sud-est di Žirje. Skok (1950 I: 152) considera questo toponimo dalmatoromanzo, ma non propone un’etimologia precisa. Confronta la forma Bavkul con il toponimo Buafku sull’isola di Molat. La forma con v (> f) potrebbe derivare dal latino-romanza pauculu (‘piccolo’), collegato a paucu ‘poco’, con il significato di ‘molto piccolo’. Tuttavia, la forma Bavkul non è attestata sul campo ma solo sulle carte. Si pone quindi la questione se Bavkul e Bakul siano lo stesso nome (in tal caso avrebbero anche la stessa etimologia). Un confronto utile è quello con Gazul/Gažul (senza v) rispetto a Gavže (con v). Sembra quindi che la sequenza au possa dare sia av sia a/o. Se così è, Bakul e Bavkul sarebbero equivalenti, e Bavkul deriverebbe da pauculu.
Balun. Piccola baia sulla costa sud-occidentale di Žirje. Skok (1950 I: 225) collega il nome alla parola balla (‘palla’), ma le caratteristiche geografiche delle baie con questo nome (anche su Sušac e Biševo) non confermano questa interpretazione. Più plausibile è una derivazione da valle (‘insenatura’), con suffisso -one.
Bonjan (Zlarin) e Bojan (Tribunj), cartografico Obonjan. Isola disabitata. Le attestazioni più antiche (Obognam, Oboglian) mostrano alternanza tra nj e lj, presente anche nelle forme moderne. Skok considera il nome non slavo, ma non è chiaro da quale parola derivi. Le variazioni indicano fenomeni di assimilazione, ma non è possibile stabilire quale forma sia originaria. Il nome resta quindi di etimologia incerta.
Kakanj. Isola disabitata. Skok lo collega a ciconia (‘cigno’), ma questa interpretazione non è sostenibile semanticamente. Potrebbe derivare da calcanea (‘luogo di calce’), con riferimento alla produzione di calce. In tal caso si tratterebbe di un relitto del latino balcanico, non del dalmatoromanzo.
Kaprije. Isola disabitata. Secondo Skok deriva da capra (‘capra’). Il suffisso -ije è problematico: probabilmente deriva da -eae (come in Capreae, ‘isole delle capre’), evolutosi poi nella forma attuale.
Kopara. Isolotto su cui si trova la parte antica di Rogoznica. Deriva da Capraria (‘isola delle capre’). Il nome mostra fenomeni fonetici come dissimilazione e accorciamento dell’accento.
Krapanj. Isolotto abitato vicino alla costa. Skok propone un’origine greca (krapēnon ‘fango’), ma senza convinzione. È più plausibile una derivazione da un termine greco legato alla forma dell’isola (‘falce’). La più antica attestazione risale al 1402.
Krbela (Velika e Mala). Due isolotti. Il nome potrebbe derivare da curvu (‘curvo’) oppure da cribellu (‘setaccio’). Entrambe le spiegazioni sono foneticamente possibili; la scelta dipende dall’interpretazione semantica.
Logorun. Isolotto allungato vicino a Tribunj. Skok propone un’origine romanza ma senza etimologia chiara. Sono possibili varie ipotesi: da glarea (‘ghiaia’), da acrumen (‘agrume’) o da longu (‘lungo’). Nessuna soluzione è definitiva.
Orut (o Jorut). Isola disabitata. Skok propone un’origine slava, ma le forme antiche indicano una possibile derivazione da abruptu (‘ripido’), più coerente con la morfologia dell’isola.
Tijat (anticamente Tihat). Isola disabitata. Deriva probabilmente da tectu (‘tetto’), riferito alla forma del rilievo principale. Il passaggio fonetico segue evoluzioni tipiche del dialetto čakavo.
Tmara / Pnara / Punara / Apnara. Isolotto. Le varianti mostrano che si tratta di un nome antico. Una possibile etimologia è comaru (‘corbezzolo’), ma resta un’ipotesi.
Zlarin. Isola abitata. Skok lo considera preromano. Potrebbe derivare da solarium (‘luogo esposto al sole’). La forma moderna mostra fenomeni fonetici tipici come la caduta della vocale interna.
Žirje. La più grande isola dell’area. Skok la collega al greco gyros (‘rotondo’), in riferimento alla forma. L’evoluzione fonetica è coerente e il significato plausibile.
CONCLUSIONE
Skok attribuiva origine dalmatoromanza (in modo più o meno esplicito) ai seguenti toponimi: Bavkul, Kakanj, Kopara, Tmara e Žirje. È probabile che includesse anche Kaprije e Krbela. Considerava forse romanzi anche Logorun e Tijat, mentre Obonjan e Zlarin erano per lui preromani ma senza etimologia. Tra questi nomi, Krapanj, Tmara e Žirje potrebbero avere origine greca, mentre per Orut proponeva un’origine slava.
Nel presente studio confermiamo l’interpretazione di Skok per Kopara e, con alcune modifiche, per Kaprije e Žirje. Proponiamo nuove etimologie dalmatoromanze per Bakul, Krapanj, Logorun, Orut, Tijat, Tmara/Pnara/Apnara e Zlarin. L’origine di Kakanj e Bonjan/Bojan resta incerta, anche se probabilmente preromana. Per Balun è accettabile la proposta di Marasović-Alujević, mentre per Krbela sono possibili sia l’interpretazione di Skok sia quella di Vinja.
Nel complesso, i relitti dalmatoromanzi delle isole di Šibenik devono essere confrontati con la toponomastica latina e romanza dell’intero arcipelago nord-dalmata, in particolare con le Kornati. A differenza di altre zone, qui non compaiono toponimi attribuibili con certezza a un substrato preromano: tutti possono essere ricondotti, con maggiore o minore sicurezza, a basi latine, romanze o greche. Inoltre, mancano i cosiddetti toponimi prediali, presenti invece nelle isole più vicine a Zara. Non si trova nemmeno il tipo idronimico Šipnata, diffuso nelle zone vicine. Tuttavia, è significativo che tutte le isole maggiori (tranne Prvić) e alcune minori conservino nomi preromani. Le condizioni dei contatti tra Slavi e popolazioni romanze, che hanno prodotto questa situazione, dovranno essere analizzate alla luce dei dati storici e archeologici relativi all’area di Šibenik nell’antichità e nell’alto Medioevo.
Un articolo tradotto e impaginato da Emanuele Rizzardi, basato sul volume "Dalmatoromanski relikti u toponimiji šibenskog otočja" contenuto nel volume collettaneo "Toponimija šibenskog otočja" pubblicato nel 2016 dall'Università di Zara
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